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Palazzi e Chiese

Palazzo  Vescovile

  • Palazzo Vescovile, o Palazzo del Vescovo, fu eretto nei primi decenni del Seicento, per ospitare il Vescovo di Calvi, Gennaro I, che nel 1647, quando Calvi fu saccheggiata dal Diomede Carafa. Il Palazzo è adiacente alla Chiesa di Santa Maria della Misericordia e presenta numerose stanze, dove oggi vi è la sede degli Scout e del Catechismo parrocchiano.

Chiesa di Grazzano

  • Chiesa di Grazzano, la più antica, il suo nome è forse una volgarizzazione di “Gratarium” (cioè di Santa Maria delle grazie). Presenta l’abside rivolta ad oriente e si può facilmente osservare dalla strada che da Pignataro conduce alla Casilina. Per la sua costruzione, che risale almeno al Mille, fu usato del materiale proveniente dall’antica Cales. Le “Rationes decimarum Italiae” ne attestano l’esistenza al 1308. È strano che nel volume della Santa Visita del 1583, di Grazzano non si faccia menzione (forse a quell’epoca Grazzano non faceva parte della diocesi di Calvi?). Dal 1644 essa risulta regolarmente visitata dal vescovo. Sulla parete dietro l’altare maggiore è dipinta l’immagine della Beata Vergine, opera fatta eseguire nel 1508 a devozione di Bernardino Canzano. Vi si celebrava la Messa ogni domenica per i contadini residenti nei dintorni, una festicciuola durante la settimana in albis nel Seicento, nel nostro secolo, invece, nel mese di ottobre. In parte restaurata a cura di don Pietro Pettrone, è stata danneggiata dal recente sisma del 1980, è ormai abbandonata.
convento

Convento Santa Croce

  • Convento Santa Croce, il vescovo Filippo Positano pose la prima pietra il 23 marzo 1731. La costruzione del Convento fu però rallentata dalla morte del fondatore: perciò fu portata a termine solo nel 1754. L’anno successivo si diede inizio alla costruzione dell’attigua chiesa, compiuta nel 1760. Lo stradone che porta al Convento fu aperto nel 1777. Nel 1987, ai frati francescani sono subentrate le suore clarisse. Sulla porta d’ingresso nell’atrio si legge un distico in latino, la cui traduzione è la seguente: «Qui s’apre l’ingresso a tutti; s’apre ampia la strada della salvezza; orsù dunque, entra sotto questi sacri tetti.»

 

Chiesa S. Giorgio

  • Chiesa di San Giorgio, sorge ai piedi dell’omonimo colle a nord del paese. Fu edificata sui resti di una villa romana del I secolo a.C., prima dell’anno Mille, tra l’VIII ed il IX secolo (presenta infatti caratteri bizantini) quando appunto in questa zona si erano formati vari agglomerati di casolari, costruiti probabilmente da Caleni, costretti ad abbandonare la propria patria, saccheggiata e devastata ripetutamente dai Saraceni. La chiesetta di San Giorgio fu la prima parrocchiale. La sua esistenza è testimoniata agli inizi del Trecento dalle Rationes Decimarum Italiae (anni 1308-1310). Continuò a fungere da parrocchia, anche quando a metà del Cinquecento, fu costruita una nuova chiesa nel centro abitato. Soltanto nel 1742, con la fondazione della collegiata nella chiesa di Santa Maria della Misericordia, si decise di trasferire l’amministrazione dei Sacramenti da S. Giorgio a quest’ultima; il che avvenne però nel 1769. Così San Giorgio cessava di essere chiesa parrocchiale; ma vi si continuò a celebrare la messa ogni domenica e vi si riunivano mensilmente i “fratelli” della Confraternita intitolata al Santo Patrono. Danneggiata e chiusa a causa dei recenti sismi, è stata restaurata e se ne attende l’apertura. In origine la chiesetta doveva essere costituita da una sola navata ed era coperta a capriate. Inoltre è opinione dell’architetto Giovan Giuseppe Palumbo che in origine il campanile si innalzasse, come corpo a sé stante, ma sempre contiguo alla facciata della chiesetta, in corrispondenza della porta principale rivolta ad oriente. Verso il Quattro-Cinquecento poi fu aggiunta la navata al lato destro; fu aperta un’altra porta sul lato della parete sinistra che guarda a mezzogiorno; inoltre il campanile fu incorporato nella struttura della chiesetta con la costruzione di due vani ai lati dello stesso; la nuova facciata incluse così anche la metà inferiore del campanile e fu sormontata da volute stirate a dorso di delfino. La parete sinistra all’esterno fu rigonfiata per consolidamento. Infine, nell’Ottocento il soffitto a capriate fu chiuso da un cassettonato, sostituito alcuni decenni addietro da un soffitto liscio.
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