Notizie tratte da una collana di studi storici del 1980 a cura dell’Associazione Pro Loco Pinetarium
ideata dal prof. Antonio Martone, studioso locale.
Origine di Pignataro
In che epoca sia sorta la nostra Pignataro non è possibile asserirlo con certezza. I documenti più antichi a nostra disposiziolle (Registri della Cancelleria Angioina) ci testimoniano l'esistenza di un Casale di Pignataro in territorio capuano, negli anni 1275- 1277; una pergamena dell'archivio arcivescovile di Capua fa menzione di una villa Pignataro per l'anno 1268.
Dunque Pignataro già esisteva nel XIII secolo.
Se poi prendiamo in considerazione alcune testimonianze architettoniche (Chiesette di San Giorgio e di Grazzano) siamo indotti a spostare indietro di alcuni secoli l'origine del nostro paese: le due chiesette infatti, a giudizio degli intenditori, ci riportano intorno al Mille.
E nulla vieta di collocare l'origine di Pignataro addirittura nel IX sec. se il sorgere del paese si mette in relazione con la dispersione dei Caleni dopo la distruzione di Calvi ad opera dei Saraceni verso 840 o anche prima. Tanto che don Salvatore Palumbo avanzava l'ipotesi che i Saraceni, dopo aver fondato Pignataro presso Cassino, ritirandosi, abbiano potuto dar vita ad un altro agglomerato presso la Calvi distrutta, dandogli lo stesso nome del paese presso Cassino.
Significato del nome
I Circa la etimologia del nome Pignataro sono state avanzate diverse ipotesi.
Il Borrelli faceva derivare il il nome da « Pillata ad rivum », cioe, Pineta presso il Rivo di Calvi; questa ipotesi è però molto erudita e perciò da scartare; inoltre essa non tiene conto che in Pinatarium, -arium è solo un suffisso. Pertanto si potrebbe avanzare un'altra ipotesi più attendibile sul piano scientifico- filologico: ilnome deriverebbe da un Pinetarium = Luogo di una pineta.
Ancora un'altra ipotesi vorrebbe far derivare il nome dal mestiere dei pignattari (= fabbricanti di pignatte) in relazione al mestiere dei primi abitanti del paese; si pensi, a tal proposito, alla lavorazione degli oggetti di creta o terracotta degli antichi Caleni, una parte dei quali avrebbe dato origine al nostro paese.
Ma considerando che il termine Pignataro, sia come nome del Casale, sia come cognome di una famiglia capuana, fin dalle testimonianze angioine, era qual è oggi (non ha subito cioè alterazioni), è più lecito pensare che il paese prendesse il nome da una famiglia, per esempio, quella capuana, citata nella pergamena trovata dal Penna.
Che quel cognome derivi poi dal mestiere dei pignattari o da una pineta, questo è un altro problema che ora ci interessa relativamente.
Può anche darsi, come pensava don S. Palumbo, che il nome sia stato trapiantato qui dai Saraceni provenienti da Pignataro di Cassino.
Stemma civico
Lo stemma civico di Pignataro presenta la figura di un pino: esso deriva quasi certamente dalle due basse colonne della chiesa di Grazzano sulle quali sono scolpite la figura di un pino e delle lettere ai lati; e propriamente: V. P. (figura di un pino) I. G.; inoltre sull'ultima lettera sono scolpite due j. Dal « Ragguaglio istorico » del vescovo Zurlo si apprende che queste due colonne erano state trasportate di recente davanti all'atrio della chiesetta (il vescovo scriveva intorno al 1775). Donde provenissero, però, il Vescovo non dice;
noi pensiamo che quelle colonne scolpite provenissero da qualche palazzo di Pignataro, quel palazzo che era appartenuto in origine appunto alla famiglia Pignataro.
E' comunque solo una ipotesi! Ma veniamo piuttosto al significato delle lettere siglate: V. dovrebbe essere l'iniziale di un nome proprio di persona; P. il nome della famiglia Pignataro; I. = Iudex; G. = Gastaldus; jj sopra la G.) = per la seconda volta. Quindi il tutto significherebbe: V.(incenzo) (o Vito, ecc.) Pignataro, Giudice Gastaldo per la seconda volta. (Il Gastaldo era preposto all'amministrazione dei beni pubblici).
Sviluppo della popolazione
La prima numerazione della popolazione fu eseguita a Pignataro nel 1545, ma essa è sommaria ed incerta: i nuclei familiari erano 175.
La Santa Visita di Mons. Fabio Maranta del 1583 ci informa che in quell'anno a Pignataro c'erano 146 famiglie e 632 fedeli; Partignano, che era distinto da Pignataro sia amministrativamente che spiritualmente, contava 24 famiglie e 97 anime.
Dalla numerazione focatica del 1658 si apprende che le famiglie erano diminuite a 136; ma nella nuova numerazione del 1664 esse salivano a 204.
Nel 1722 il Vescovo Filippo Positano faceva la sua Santa Visita nelle parrocchie della Diocesi di Calvi:
Pignataro contava allora 1150 anime.
Trentadue anni dopo, nel 1754, veniva formato il Catasto Onciario (che si conserva presso il nostro Comune) dal quale risulta che gli abitanti erano 1450. Alla fine del Settecento (1796) si giunge a 1894.
Nel 1812, come ci informa il Can. Penna, gli abitanti erano 2191; verso il 1820 salgono a 2301 (Partignano ne conta 219); nel 1832 a 2642 (2916, compresi quelli di Partignano). Per i periodi successivi, i dati ce li fornisce lo storico N. Borrelli. Nel 1860 la popolazione si aggira sui 3000 abitanti; alla fine del secolo (1898) siamo a quota 4114 (sono compresi gli abitanti di Partignano, la cui fusione con Pignataro si era realizzata appena dopo l'Unità d'Italia).
Ecco infine i dati dei regolari censimenti che, a partire dal 1901, furono effettuati all'inizio di ogni decennio:
1901: ab. 4186; 1911: ab. 4849'; 1921: ab. 5298; 1931: ab. 6229. Fin qui il Borrelli che scriveva le sue Memorie nel 1940.
Nel 1941 il censimento non fu eseguito a causa della guerra. Per il 1951, non siamo purtroppo riusciti a reperire i dati.
Sviluppo urbanistico
Quale sia stato il primo nucleo di abitazioni del paese non è facile dire. Considerando però la struttura di certe case, la loro disposizione e l'intreccio di vie e vicoli, si può delineare il seguente sviluppo.
Due anzitutto sono i punti di riferimento da cui si deve partire: la piazza e la chiesa. La piazza in origine era costituita da quel breve spazio di forma grosso modo circolare, nel quale oggi. confluiscono le vie Guindoli, Cavella e Delle Zite. La chiesa parrocchiale era situata alla periferia del villaggio: la chiesetta di S. Giorgio che si trova ai piedi di una delle colline, all'estremo nord del paese. A questa si accedeva dall'attuale via Regina Elena, che in origine doveva essere una cupa o viottolo.
Anche uno dei primi nuclei di abitazioni, i vicoli che s'affacciano verso la piazzetta, confluiva, attraverso l'attuale via delle zite, sulla via principale del villaggio (cioè via Regina Elena). Lungo questa strada dovettero svilupparsi le prime abitazioni: vico Pisciglio, vico Cervi, vico Carcerieri, vico S. Giorgio, fino ai vicoletti della zona Monte, poco distanti dalla chiesetta. All'inizio del paese, c'era un altro rione, quello dei Gradoni; altri nuclei sparsi erano la Cavella., vico Casavecchia e il vico del palazzo Cianciola in via Guindoli. Il paese era strutturato grosso modo a forma di croce. La linea verticale andava dai Gradoni alla chiesa di S. Giorgio, per via Regina Elena; la linea orizzontale era formata da via Guindoli che passando per la piazzetta continuava fino a Partignano, che era però un villaggio a se. Agli inizi del 600 risale la costruzione del Palazzo Alvino, poi Scorpio (attuale Sede Comunale).
Verso il 1650 si comincia a costruire l'Episcopio presso la piazza; all'inizio del Settecento sorgono i primi palazzi signorili lungo una nuova strada (via Roma), ,parallela a via Regina Elena, ma di questa più larga:
Casa Borrelli, Casa De Stavola, Casa Del Prete, e più tardi Casa Vito. Verso il 1760-70 viene rifatto l'Episcopio e costruita la nuova chiesa; nel 1789 sorge il palazzo dei Barricelli (poi Romagnuolo) col maestoso portale all'imbocco di via Cavella e che s'affaccia sulla piazza. Nell'Ottocento sorge qualche altro palazzo: quello alla confluenza di via Roma e via Cavella, il palazzo Penna in via Guindoli.
Nel Novecento infine Pignataro si unisce a Partignano.
Toponomastica
I nomi, di strade o rioni, più caratteristici di Pignataro, I sono:
-il Gradone, che denomina un rione del paese, un tempo strutturato a grossi gradi, data la forte pendenza del suolo;
-Monte, cioè la strada che porta verso la montagna;
-Vìnnoli (o Uìnnoli o Guìndoli) che deriva il nome dal « bindolo » (macchina per sollevare acqua) con riferimento ai numerosi pozzi pubblici che un tempo si trovavano lungo quella strada;
-Munezzaro (che significa immondezzaio} era un luogo destinato alla raccolta dell'immondizia;
Il Vico Pisciglio: non è sicura la sua origine: forse vi si vendeva il pesce;
-Vico Storto: il significato è evidente;
- Vico Carcerieri: vi abitava il custode del carcere;
-Vico Molinari: vi abitava il mugnaio;
-Vico Cervi, dalla famiglia Cerbo;
-Cavella, da una cava di pietre di tufo;
-Le Pentite : o « Via del pendìo» o « Via del palazzo in cui vi erano ricoverate le donne che si pentivano di aver condotto una vita disonesta »;
-Vico Casaveccia: o da una « Casa vecchia» o perchè vi abitava una « famiglia Del Vecchio »;
-Jardina: via del giardino.
A questi toponimi antichi se ne aggiunsero poi altri nel periodo fascista: Regina Elena, Vittorio Emanuele , Vittorio Veneto, Umberto I, A. Diaz, Duca d'Aosta, ecc. Nell'ultimo decennio, con lo sviluppo delle abitazioni, le nuove strade sono, state intitolate a poeti e musicisti o hanno legato il loro nome a ricordi patriottici. Alcune ricordano uomini illustri di Pignataro: il Colonnello Luigi Vito, Antonio Jannotta medaglia d'oro, il tenente Vincenzo Di Battista.
Famiglie
Il cognome più diffuso a Pignataro è quello dei BOVENZI (il termine deriva forse da « bue »); seguono i Borrelli (da « borro» = fossa); vi sono poi i Giuliano (dal nome personale Giulio) e i Magliocca (incerta l'etimologia); abbiamo poi i Palumbo (da colombo), gli Scialdone (?), i Vito, i Del Vecchio, i Formicola (da formica), i Natale (dal nome personale); seguono i Rotoli, Penna, Mercone, Palmesano, Pettrone, Marcello, Russo, De Lucia, Giordano, Nacca, ecc.
Le chiese e il Convento Le chiese più antiche di Pignataro sono quella parrocchiale di S. Giorgio e l'altra, più modesta, di Grazzano.
Esse esistevano già verso il 1300. La prima funzionò da parrocchia fin verso il 1700; ma già verso il 1500 si pensò di costruirne un'altra al centro del paese: sorse così la chiesa dedicata a Santa Maria della Misericordia, attuale Chiesa Vecchia. Agli inizi del Settecento fu costruita un'altra chiesetta presso quella di S. Giorgio e fu dedicata alla Santa Croce: di questa si sono perdute le tracce.
Tra il 1731 e il 1760 fu costruito il Convento di Santa Croce con la chiesa.
Tra il 17.65 e il 1775 fu costruita, accanto a quella vecchia, una nuova chiesa che fosse degna della presenza a Pignataro dei Vescovi di Calvi che qui avevano già da più di un secolo trasferito la loro residenza. Da segnalare infine la famosa Grotta dei Santi (del 9" secolo), sulla riva sinistra del Rivo di Calvi.
Uomini illustri
Nel campo degli studi di storia patria si segnalarono il Can. Giovanni Penna e il Comm. Nicola
Borrelli, ai quali aggiungiamo il Padre G. C. Bovenzi, e i due Arcipreti don Pietro Palumbo (con
vari opuscoli sulla storia della Diocesi di Calvi) e don Salvatore Palumbo (che ci ha lasciato molti
appunti di storia paesana e un'opera sul dialetto pjgnatarese).
Nel campo della poesia, ricordiamo anzitutto don Franco 'Simeone e don Salvatore Palumbo e, più indietro nel tempo, l'avv. Luigi Formicola, don Pietro Natale, il teologo Francesco Borrelli, zio
dell'omonimo prof. Borrelli (traduttore di Omero, Virgilio e Orazio) e nel '700 il teologo Francesco
Pratilli.
Nel campo della medicina si distinsero: Oliviero De Paris, Luigi De Rosa e il figlio Giuseppe,
entrambi oculisti e l'altro oculista prof. Pietro Vito, fratello del dotto Alfonso.
Tra quelli che si diedero alla carriera militare ricordiamo: il col. Luigi Vito, il col. Vittorio De Paris,
il padre di questi, Oliviero; dottore e Maggiore dell'esercito, il ten. Di Battista e A Jannotta
(medaglia d'oro).
Da ricordare ancora il prof. Francesco Vito, Rettore magnifico dell'Università del Sacro Cuore d i
di Milano e Mns . Nicola 'Rotoli, che divenne vescovo di Venafro e Isernia.
Sindaci dal 1860 ad oggi (1980 circa) Tra il 1860 e il 1930 circa, Pignataro ebbe 12 sindaci: Francesco Pratilli, il notaio Luigi Vito, l'avv. Giuseppe Giuliano, :il Giorgio D'Elena, l'avv. Bartolomeo Scorpio, il notaio Alfonso Del Vecchio, il farmacista Alberto Pratilli, l'avv. Giovanni Giuliano, Federico Vito, l'avv. Salvatore De Vita, il notaio Emiddio Antonio Borrelli e l'ing. Raffaele De Vita.
Seguirono due podestà: l'avv. Luigi Santagata (fino al 1935), e il farmacista Gustavo Fusço (fino al febbraio del 1942).
All'inizia del 1944 fu eletto sindaco il dotto Francesco Simeone che restò in carica fino al marzo del 1945. Gli successe il dotto Luigi Palmesano (fino al febbr. 1946), poi il notaio Emiddio Antonio Borrellj (fino
all'ott. 1948), l'avv. Luigi Martone (fino all'otto 1951), il sig. Giorgio Borrelli (fino al giugno 1952).
Dal 1952 al 1956 fu Sindaco il dotto Mattia del Vecchio; dal 1956 al 1970 l'avv. Giulio Martone; dal 1970 al 1975 l'ins. Giuseppe D'Ambrosio; dal 1975 al 1980 l'avv. Angelo Mazzuoccolo.
Gli Arcipreti della Parrocchia di S. Giorgio Dalle « Rationes decimarum » si ha notizia di un Francisco de Nucera per l'anno 1327. Poi siamo informati a partire dal 1557. L'elenco che qui appresso riportiamo è tolto da alcuni appunti di don Salvatore Palumbo:
Tommaso Barricelli (1557-1602), Decio Barricelli (fino al 1632), per il decennio successivo non si conosce il nome, Giovanni Tedeschi (fino al 1680), Giuseppe Canzano (1681-86), Pietro Marra- pese (1686-89),
Giuseppe Bonacci (fino al 1703); nel Settecento trovialÌla sei arcipreti: Giovanni Bovenzi fino al 1734, Salvatore Canzano fino al 1742, Carlo Borrello fino al 1769, Saverio Bor- rello fino al 1777, Diego Vito fino al 1793. Dal 1797 al 1818 Ottaviano Bonacci, Pietro Borrello (1818-50), Pietro Del Prete (1850-73); seguono: Giacomo Natale, Girolamo Vito e Pietro Della Peruta, per i quali non sono indicate le date. Nel nostro secolo Florindo Villano (?-1923), Pietro Borrelli fino al 1947.
Il quadro viene completato da Salvatore Palumbo (1947-1974), Pietro Palumbo (1974-76) e poi don Tommaso Nacca, don Giovanni Palumbo e l’attuale don Pasqualino Del Vecchio.
Fatti memorabili
Nel 1647, al tempo della rivoluzione di Masaniello, Calvi e Pignataro furono saccheggiate dalle truppe di
Diomede Carafa. La casa vescovile fu quasi diroccata e l'archivio incendiato; il vescovo di allora, Gennaro I, trasferì la sede vescovile a Pignataro.
Il 20 maggio 1815 a Casa Lanza, nel Mandamento di Pignataro fu firmato il trattato di pace tra Gioacchino Murat e l'Austria.
Il 15 gennaio 1826 il re di Napoli, Francesco I, con la regina, visitò il Convento di S. Pasquale.
Nel 1890 alloggiò nel Palazzo vescovile il Re, allora Principe di Napoli (è questo ora il nome della via Guindoli).
Il 5 aprile 1900 moriva il pittore Luigi Toro, ospite presso la casa del futuro storico N. Borrelli.
Cose notevoli. Il primo ampliamento della Piazza avvenne nel 1814: si aggiunse la zona a ridosso del circolo Unione, il secondo ampliamento fu effettuato sotto l'amministrazione del podestà Fusco, con l'acquisto del giardino del Vescovo.
Verso la fine del Settecento fu adattato a carcere un vecchio fabbricato detto Ospedale; il vecchio carcere era in via Regina Elena.
Nel 1869 veniva fondata la Congregazione di Carità (= Ente Comunale Assistenza).
Nel 1882 l'avv. Bartolomeo Scorpio fondava la Società Operaia « Libertà e Lavoro » e nel 1886 dava vita alla Banca Popolare Cooperativa « Previdenza e Risparmio ». La fiera di S. Vincenzo fu autorizzata con decreto del l0 febbraio 1810: si sarebbe dovuta tenere l'ultima domenica di maggio: ma ricorrendo in tal giorno la fiera di Calvi, la nostra fu spostata all'ultima domenica di aprile; con lo stesso decreto veniva stabilito che a Pignataro il mercato settimanale si svolgesse il mercoledì. La Banda Musicale fu costituita nel 1878; il campo sportivo fu costruito nel 1929-1933; il nuovo cimitero nel 1895 e il 14 febbraio 1923 vi furono trasportati i resti mortali dei nostri antenati, sepolti nel vecchio cimitero di S. Pasquale. Nel maggio 1923 si ebbe l'illuminazione elettrica che sostituiva i lampioni a petrolio.
Nel 1925, il palazzo Scorpio diveniva la nuova sede municipale. L'edificio scolastico a Monte fu costruito tra il 1920 e 1930. L'Asilo infantile fu fondato nel 1911. Nel 1932 sorse il Monumento ai Caduti; nel 1924 era stato aperto il viale della Rimembranza per onorare la memoria dei 15 pignataresi caduti nella prima guerra mondiale.